I miei risparmi sono al sicuro?

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Gli scandali bancari degli ultimi anni hanno lasciato una bella cicatrice sulla pelle dei risparmiatori. Dal Monte Paschi a Banca Etruria e molte altre banche minori, molti hanno perso i risparmi di una vita.

Questa guida cerca di fare luce sul perché certi eventi sono avvenuti, quali sono i meccanismi che regolano il bail-in (e soprattutto, cos’è) e quali protezioni abbiamo se dovesse succedere il peggio.

cosa è il bail in

Il bail-in è un meccanismo introdotto dall’Unione Europea per salvaguardare il sistema bancario. Nel caso in cui una Banca entrasse in sofferenza economica, ossia si trovasse nella situazione di non poter pagare i propri conti, la legge prevede che siano stesso i clienti e correntisti della Banca a dover contribuire al suo salvataggio, fino ad un certo limite, oltre il quale il Governo stesso deve intervenire. Tutto questo per evitare la bancarotta di una Banca che potrebbe rovinare decine di migliaia di famiglie.

Come viene salvata una Banca

Per quanto possa sembrare ingiusto (qualcuno potrebbe dire, a buona ragione, “in fondo sono miei risparmi”), il bail-in segue una precisa strategia, volta a minimizzare il prelievo da piccoli clienti e famiglie già in difficoltà. In particolare, in caso di necessità la Banca andrà a liquidare, nell’ordine:

  1. Azioni
  2. Obbligazioni subordinate
  3. Obbligazioni non garantite
  4. Conti correnti e di deposito

Questa gerarchia esiste per fare in modo che coloro che hanno una esposizione al rischio più alta (in fondo il mercato azionario è molto turbolento) siano i primi da cui attingere. Tra l’altro, mediamente, coloro che investono in azioni tendono a possedere patrimoni più consistenti, per cui, questa è una buona notizia per il piccolo risparmiatore.

Esaurita la liquidazione di azioni, si passa a liquidare titoli via via più sicuri come le obbligazioni. Infine i conti corrente e di deposito, fino ad un certo punto.

Il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi

L’Unione Europea ha stabilito che il prelievo forzoso dai Conti Corrente e Deposito possa avvenire solo per le cifre al di sopra dei 100.000 € ad intestatario. Questo sempre per evitare di dissanguare completamente intere famiglie. Se la banca, dopo aver liquidato azioni, obbligazioni e conti oltre i 100.000 € continuasse ad aver bisogno di liquidità, entra in gioco il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD).

L’esistenza di questa tutela serve anche ad altri scopi, oltre al non rovinare migliaia di persone, ossia:

  • Evitare una corsa agli sportelli forsennata. Coloro che mantengono meno di 100.000 € possono ritenersi al sicuro.
  • Evitare una reazione a catena che potrebbe scaturire dal fallimento di una Banca, generando panico nei cittadini che potrebbero andare a dilapidare conti presso altre Banche causandone a loro volta il collasso.

A questo fondo sono obbligate ad aderire tutte le Banche italiane, ad eccezione delle Banche di Credito Cooperativo che hanno un Fondo parallelo allo stesso scopo. Per le succursali di Banche estere in Italia non esiste obbligo di adesione (ad esempio Deutsche Bank), ma per regolamento comunitario, dovranno aderire ad un meccanismo simile nel paese di origine.

cinque punti chiave da ricordare

Hai una protezione di 100,000 € per ogni isituto finanziario

Tutte le Banche italiane, ad eccezione di quelli di Credito Cooperativo devono aderire al FITD.

Questo vuol dire che tutti i Conti Correnti e Deposito sono tutelati fino a 100,000 € ad intestatario.

Non tutte le Banche in italia sono coperte

Buona parte delle Banche estere (come Deutsche) sono coperte dal FITD, ma alcune delegano la protezione dei propri correntisti al Governo di origine.

Ad esempio Barclays e HSBC si appoggiano al Financial Services Compensation Scheme del Regno Unito.

La garanzia cresce per i conti cointestati

Se hai un conto cointestato, ad esempio con tuo marito o moglie, la protezione sale a 200,000 € e così via per ogni intestatario aggiuntivo.

Se oltre al conto cointestato hai anche un conto individuale, la copertura sarà divisa tra i tuoi due conti e, ad ogni modo, ti saranno garantiti solo 100,000 € a persona.

Un conto e una banca non sono la stessa cosa

La protezione copre per istituto finanziario, non per conto. Se quindi hai quattro conti corrente o deposito presso la stessa banca, la copertura sarà sempre di solo 100,000 €.

A rendere il tutto più complesso, alcune banche formano conglomerati che potrebbero essere tutelati come una sola istituzione, oppure no. Ad esempio Fineco ed Unicredit, pur essendo strettamente legati, garantiscono entrambi una protezione totale l’uno dall’altro.

Dividi i tuoi risparmi per stare al sicuro

Per essere sempre al sicuro, non conservare più di 100,000 € per istituto finanziario. Anche se possiedi molto meno di quella cifra, potrebbe tornarti utile dividere in due banche quello che hai. Se una delle due banche dovesse fallire (o meglio, andarci vicino), anche se i tuoi risparmi sono tutelati, l’accesso al conto potrebbe essere difficile per qualche settimana. Avere un conto di riserva ti può salvare dall’annegamento.

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